Egidio Battistiol

23 Novembre 2007

egidio battistiol

Egidio Battistiol, detto Gigio, nato a Frascati (RM) il 17.7.1948, fu sequestrato a Boulogne, nella periferia di Buenos Aires, il 31.8.1977 insieme alla moglie Juana Colayago in avanzato stato di gravidanza. Faceva il ferroviere. Aveva due figlie, Flavia di tre anni e Lorena di un anno.

Gigio, Juana, la sorella di Gigio con la figlia dodicenne, furono catturati nella casa di famiglia da forze di sicurezza. La sorella e la nipote di Gigio furono liberate dopo qualche giorno e successivamente identificarono in Campo de Mayo il luogo della loro detenzione. Un altro sopravvissuto riferì di una forte presenza di ferrovieri all’interno del campo.

Juana Matilde Colayago aveva circa 26 anni, aspettava un bambino/a che sarebbe nato/a nel campo di prigionia tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre del 1977.

Lorena e sua sorella Flavia, hanno dedicato la loro vita alla ricerca di questo fratello o sorella mai conosciuto, e con l’aiuto dell’associazione delle Abuelas de Mayo non smettono di sperare. In questo video una testimonianza di Lorena.

Blog di Flavia e Lorena Battistiol


Enrico Pankonin

20 Novembre 2007

Enrico Pankonin

Enrico Pankonin, era mio zio, zio che non ho conosciuto perché la dittatura di Videla, Massera ed Agosti l’ha fatto diventare un “desaparecido”.

Purtroppo non ho avuto l’occasione di conoscerlo, di parlare con lui, d’avere almeno uno scambio di idee. Enrico è stato uno dei dirigenti di “Franja Morada”, la gioventù radicale di La Plata. Era un militante concreto ed audace, credeva nei cambiamenti. Aveva la speranza ed anche la consapevolezza di quello che accadeva in Argentina negli anni ‘70. Ma continuò sempre, non si fermò mai.
Anzi, diffondeva tutto il possibile le idee, i valori in cui credeva. Non le importavano i rischi, ma di avere un paese ed un continente diversi.
Così ha fatto fino il 1° ottobre 1977, data nella quale venne sequestrato, assieme alla moglie, Cristina Fernández Zapico, giornalista ed insegnante di Storia.

Più tardi, anche mio zio Aldo Pankonin, ha dovuto abbandonare il paese per non fare la stessa fine. Finì in esilio in Brasile e poi Messico, ed è rientrato nel ‘83 in Argentina una volta finita la dittatura.

Enrico, Aldo ed anche mio padre, Carlos, sono figli di Giuseppina Natalia Abis, nata in Sardegna, e di Ernest Pankonin, un soldato polacco che ha combattuto per la liberazione dell’Italia nella “Compagnia Anders”. Nell’anno ‘46, Giuseppina, Ernest ed il piccolo Enrico che era nato a Roma, iniziano il loro percorso verso la Argentina

Il sogno era quello di dimenticare le tragedie della guerra, la povertà, ma non immaginavano che sarebbe stato peggio là, al sud del sud, con morti strani, con troppe sofferenze, con colpi e scomparse, con troppi finali inconclusi…

di Carolina Pankonin (da www.24marzo.it)

Questa è la storia di Enrico Pankonin come è stata raccontata da sua nipote, ma ci sono almeno altri tre nostri corregionali, secondo l’elenco fornito dal consolato italiano nel 1982, scomparsi negli anni bui della dittatura per mano dei militari argentini.

Se qualcuno che legge il blog potesse raccontarci qualcosa di loro, gliene saremmo profondamente grati.

Questi sono i loro nomi:

Egidio Battistiol, nato a Frascati (RM) il 17.7.1948, sequestrato a Villa Adelina, nella periferia di Buenos Aires, il 31.8.1977 insieme alla moglie in avanzato stato di gravidanza. Faceva il ferroviere.

Francesco H. Venturi, nato a Roma (RM) il 9.12.1937. Venne sequestrato a Mar del Plata il 24.2.1976. Era pittore e vignettista.

Enzo Lauroni, nato a Veroli (FR) il 19.7.1949. Sequestrato a Cipoletti, in Patagonia, l’8.8.1977. Era un artigiano. Il giorno della sua scomparsa stava circolando su un camioncino, quando alla rotatoria di Cipolletti, fu tamponato da una Ford Falcon dalla quale scesero uomini armati che lo obbligarono a salire nella loro auto. Di lui non si è saputo più nulla. A sua moglie Mónica Almirón tre persone comunicarono che Enzo aveva avuto un incidente, che era ricoverato all’ospedale Bouquet Roldán di Neuquén e che l’avrebbero accompagnata. E’ l’ultima notizia che abbiamo di lei.



Lettera all’Ambasciatore d’Italia a Bruxelles

12 Novembre 2007

All’Ambasciatore d’Italia a Bruxelles
28, rue Emile Claus
1050 Bruxelles
e-mail: ambbruxelles@esteri.it

Bruxelles, 7 novembre 2007

Egregio Signor Ambasciatore Dott. Siggia,

Le chiediamo di trasmettere al Governo italiano, alle Presidenze del Senato e della Camera e ai Parlamentari eletti nella nostra Circoscrizione elettorale il seguente comunicato, nel quale esprimiamo la nostra ferma contrarietà al denominato “pacchetto sicurezza” adottato in questi giorni in Italia e alla campagna mediatica che lo ha accompagnato.

Il Circolo del Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea “Enrico Berlinguer” di Bruxelles condanna la condotta autoritaria e demagogica del Governo italiano sul tragico caso dell’assassinio di Giovanna Reggiani.

Come Italiani residenti all’estero, che sperimentano quotidianamente in prima persona l’importanza di vivere senza discriminazioni in una società multiculturale, multietnica e aperta, rifiutiamo le equazioni “Romeno – Rom – delinquente” proposte, anzi imposte, dal Governo e da gran parte dei media italiani. È logico e doveroso che il colpevole di un delitto per il quale non esiste giustificazione alcuna debba essere punito secondo la legge, per le sue responsabilità personali e individuali. Ma il decreto che prevede l’espulsione d’urgenza dei cittadini comunitari giudicati “pericolosi per l’ordine pubblico” non solo viola le garanzie costituzionali e suscita le perplessità dell’Unione Europea, ma è anche inutile ai fini della tutela della sicurezza dei cittadini, e specialmente pericoloso per la convivenza civile tra tutti i diversi membri della società italiana, dato che offre una visione semplicistica e repressiva della situazione, fomenta l’odio e la xenofobia, e sciaguratamente evoca un passato non troppo lontano di leggi razziali, discriminazioni etniche e punizioni collettive indiscriminate.

Chiediamo che l’attenzione del Governo e delle Amministrazioni locali si sposti da una prospettiva punitiva e poliziesca ad una di accoglienza ed integrazione sociale, e che invece di abbattere delle baracche che saranno ricostruite da un’altra parte, si preoccupino di fornire servizi a chi non li ha. Riducendo l’emarginazione, la miseria e il degrado delle città e delle periferie, che colpiscono sia Italiani che non Italiani, le tensioni sociali e la criminalità verranno contenute molto di più che da un decreto improntato all’emotività e all’inciviltà giuridica.

Cordiali saluti,

Mario Gabrielli Cossellu
Segretario Circolo PRC/SE “Enrico Berlinguer” Bruxelles
tel.: 0498571213
e-mail: eberlinguerprc@hotmail.com
web: http://users.coditel.net/eberlinguerprc


Presentazione a Colonia della petizione Rai

5 Novembre 2007

Domenica 28 ottobre si è svolto un nuovo incontro-presentazione-dibattito pubblico del Comitato Promotore della Petizione “Rai, per Tutti, di Più”, contro l’oscuramento dei programmi Rai all’estero e per la produzione di programmi specifici da e per gli Italiani all’estero, questa volta con la comunità italiana in Germania, nella città di Colonia. La serata ha visto la presenza di uno dei portavoce del Comitato, Mario Gabrielli Cossellu, e di diversi membri del Comitato Locale di Colonia come Franco Pugliese (già membro del Com.It.Es. di Colonia) e Gavrilo Zambon, così come di un folto gruppo di connazionali italiani residenti in Germania, tra i quali sono da segnalare il componente del C.G.I.E. per Colonia Franco del Vecchio e diversi rappresentanti dei mezzi di informazione e comunicazione italiani in Germania, come Maurizio Libbi, Vicepresidente dell’Associazione dei giornalisti italiani in Germania aderente alla FNSI (MediaClub).

È emerso con molta chiarezza che è necessaria una grande mobilitazione degli Italiani in Europa per reclamare dei diritti tanto sacrosanti come urgenti, sviluppando delle azioni anche al di là della raccolta delle firme sulla Petizione, facendo sempre più pressione sui rappresentanti politici ed istituzionali, e approfondendo i vari punti tecnici, economici, legali e culturali della questione, in modo da non limitarsi solo alla fase di rivendicazione, ma essendo il più possibile rigorosi e propositivi.