Contro il criptaggio della RAI all’estero

23 Dicembre 2008

petizione-raiCOMUNICATO STAMPA

UN ALTRO ANNO LOTTANDO CONTRO IL CRIPTAGGIO DELLA RAI ALL’ESTERO !

12 dicembre 2008

La PETIZIONE RAI PER TUTTI DI PIÙ conclude un altro anno contro il criptaggio/oscuramento dei programmi della RAI all’estero, continuando a raccogliere firme e a diffondere informazione e sensibilizzazione sull’annoso problema. Questo sta servendo a qualcosa, dato che non si tratta più soltanto di un tema che salta fuori ogni quattro anni per i mondiali di calcio, e RAI International che adesso si chiama RAI Italia arriva anche in Europa e qualche partita della nazionale ogni tanto si può vedere. Ma è sempre lì quella famigerata lista di “criptati per l’estero”, programmi per i quali “la RAI non dispone dei diritti di diffusione all’estero” e quindi “vengono codificati nelle trasmissioni via satellite”. Sono quei film e telefilm, serie tv, avvenimenti sportivi, cartoni animati, documentari etc. che per noi Italiani all’estero significano schermo nero e muto.

I motivi, sappiamo che vanno molto al di là dei “diritti televisivi” che la RAI non vuole pagare per fare il suo dovere di servizio pubblico per tutti gli Italiani, siano o no residenti in Italia. Si tratta dell’ennesima dimostrazione di disinteresse verso gli emigrati che, dopo tanti anni di lavoro, di sofferenze e di contributi di tutti i tipi allo sviluppo del paese, alle loro legittime e sacrosante richieste ricevono risposte sempre peggiori. L’ultimo esempio è la legge finanziaria di questo governo, che ha ulteriormente tagliato, di più della metà!, i già magri fondi per gli Italiani all’estero, in capitoli come l’assistenza agli emigrati in difficoltà, la scuola e la cultura, l’associazionismo e anche i Com.It.Es., proprio per il 2009 quando si dovrebbe votare per rinnovarli. Tutto questo dimostra ancora una volta, se ancora ce ne fosse bisogno, che la questione del criptaggio della RAI all’estero è un esempio di una situazione generale sempre più grave, dalla quale si può uscire solo con una grande mobilitazione unitaria di tutti noi.

In tutti questi mesi, a noi della PETIZIONE RAI, ci hanno appoggiato in tanti, e abbiamo ricevuto non solo migliaia di firme da tutti gli angoli d’Europa, ma anche moltissime belle lettere – impossibile rispondere a tutte! – che mostrano che questa iniziativa, piano piano, ha suscitato tante speranze che da tempo non si avevano, perchè è un qualcosa che viene veramente dal basso, dalla partecipazione diretta della gente. Per questo non molliamo, anche con le nostre modeste risorse: abbiamo questa grande responsabilità nei confronti di tutti i connazionali in Europa che ci danno la loro fiducia, e sulla base della necessità di questa lotta e la giustezza delle nostre ragioni, continuamo a portare avanti la Petizione, verso il primo obiettivo delle diecimila firme e oltre, perché quante più firme e quante più volontà e appoggi si raccolgano, più forti saremo tutti e più possibilità avremo di far sì che la RAI sia, finalmente, per tutti e di più.

Da questo Comitato Promotore e dalla web www.petizionerai.org facciamo allora sentire più forte che mai il grido degli Italiani in Europa:

NO AL CRIPTAGGIO/OSCURAMENTO DELLA RAI ALL’ESTERO!

PER UN TELEGIORNALE E PROGRAMMI SPECIFICI DA E PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO!

RAI, PER TUTTI, DI PIÙ!

COMITATO PROMOTORE PETIZIONE “RAI, PER TUTTI, DI PIÙ”
Rue Rouppe 4, B-1000 Bruxelles, Belgio – Tel.: +32 477 258 765, +32 498 571 213

E-mail: comitatopromotore@petizionerai.org

Internet: http://www.petizionerai.org


Mario G.C. da Monte Romano (Vt) a Bruxelles

19 Novembre 2008

25ott2008bxl_1solar1Come cantava Lucio Dalla in una sua bella canzone dei tempi d’oro, “il ricordo più  grosso è tutto in questo nome che io mi porto addosso”: nel mio piccolo anch’io porto nei due cognomi che ho le mie due origini, quelle sarde di mia madre e della città dove sono nato e vissuto prima di prendere il volo fuori dall’Italia (Cagliari), e quelle laziali, di mio padre, originario di Monte Romano, provincia di Viterbo.

E più che di me, vorrei parlare di mio padre, appunto. Augusto, classe 1925, a suo modo anche lui un “Laziale nel mondo” perché le circostanze della sua vita lo portarono a stabilirsi in Sardegna e là metter su famiglia, ma manteneva sempre dentro di sé delle profonde radici laziali, anzi etrusco-maremmane, perchè quella è la zona, dove la Toscana diventa Lazio, piena di storia e tradizioni fra Tarquinia, Vetralla, Civitavecchia e dintorni, ma sempre guardando verso l’irresistibile polo di attrazione di Roma – e del resto, lo stesso borgo di Monte Romano fu fondato nel XVII secolo per servire come granaio pontificio…

Mio padre è vissuto durante quarant’anni a Cagliari, ma conservava la sua lazialità e la trasmetteva a sua moglie e ai suoi figli: innanzitutto nel suo parlare, con un bellissimo accento “romanesco” praticamente intatto, che a casa finiva col prevalere rispetto alla sardità di mia madre; nella sua intelligenza e curiosità sempre viva, riunendo la famiglia a cena sempre con il telegiornale delle 20 – anche quando cominciarono ad esserci tanti “canali privati” alternativi, ma l’appuntamento quotidiano con l’informazione era irrinunciabile; seguendo la musica e il cinema dei “romani” – ricordo ancora i dischi con gli stornelli di Lando Fiorini, i programmi con Gabriella Ferri, gli spettacoli con Enrico Montesano… invece, per certi suoi motivi, non gli piaceva assolutamente Alberto Sordi -, e anche, sotto sotto, tifando per la Lazio, anche se non era certo un “calciofilo” sfegatato…  E poi, naturalmente, con la tradizione familiare del viaggio a Monte Romano, ogni estate, quando si prendeva la nave per Civitavecchia, e poi la corriera per Monte Romano, quando, varcando l’arco d’ingresso, la campagna si trasformava magicamente nel vialone e nelle piazze successive, con i grandi blocchi di case, il granaio, la fontana, il comune, la cassa rurale…  e la casa dei nonni. Là mio padre si trasformava letteralmente: se a Cagliari era una persona tranquilla e marito ideale, tutto casa e lavoro e “sacrifici per i figli”, nel suo paese ritornava come più gli piaceva essere, amico degli amici, brillante, allegrone, anche un po’ spendaccione tra un bar e l’altro – lo stradone principale con il grande spazio della passeggiata, le “vasche”, era tutta una fila di bar, grandi e piccoli -, nel ruolo dell’”uomo” mentre “le donne” si occupano della casa, di cucinare, di “accudirlo”. Una divisione dei ruoli che si applicava già ai figli, andavo sempre con mio padre e imparavo come si prende la birra con la gassosa, come si sta ai tavolini, come si parla e si ascolta e si rispettano gli anziani, come si tiene l’osservatorio sulla gente che va e viene, i negozi e le finestre, e il rito del giornale…  a Cagliari lo comprava solo la domenica, qui invece prendeva “Il Messaggero” tutti i giorni e lo leggevamo da cima a fondo, ricordo ancora come vivemmo così quell’estate del 1978 dei “tre papi”, con il titolo “È Giovanni Paolo I”, una sorpresa quel nome composto…

La mia lazialità sta lì, nelle piazze e le strade e stradine di quel paese un po’ strano, somma di tre o quattro nuclei urbani nati in circostanze e necessità diverse, con i miei genitori e i nonni, i cugini e gli amici, giocando a pallone o gironzolando qua e là, rubacchiando qualche moneta dalla cabina del telefono per comprare cosettine al chioschetto, o seduto a prendere il fresco sulle panchine o sulla porta di casa con le donne “facendo la calzetta” e i vecchi parlando e raccontando – specialmente mi piaceva mio nonno, un “ragazzo del ‘99″ con tanto di medaglie della prima guerra mondiale “fusa nel bronzo nemico”, medaglie che un giorno mi regalò, non ne aveva granché orgoglio, ma molta pena perché gli ricordavano cose molto brutte che aveva vissuto allora, molto diverse dalla retorica della “Grande Guerra”.

Poi, piano piano, quel legame con il Lazio, così stretto pure nella distanza del mar Tirreno, si andò allentando. I nonni se ne andarono, noi figli crescevamo e progettavamo per l’estate di fare cose diverse dall’andare “in paese”, mio padre era andato in pensione e non aveva più l’energia di un tempo, e da un certo momento i viaggi in nave a Civitavecchia finirono, e anche i contatti diretti con Monte Romano. Che passò piano piano dalla dimensione della realtà di tutti i giorni, o almeno di un’estate, a quella del ricordo e, forse, della nostalgia, quella delle foto in bianco e nero, quella di lettere, o di un libro. Da parte mia, tra una cosa e l’altra, sono oltre vent’anni che non ci ho più rimesso piede…

… anche perché, nel frattempo, mi successe di conoscere una persona di Siviglia, in Spagna, e se mio padre a suo tempo “per amore” aveva varcato stabilmente il Tirreno, io mi accingevo per lo stesso motivo a varcare stabilmente il Mediterraneo… e a diventare un Italiano all’estero, un Sardo e un Laziale nel mondo, non appena completai gli studi in Italia e potei raggiungere quella persona che divenne mia moglie. A Siviglia il tempo passò in fretta, con tante cose da fare per integrarsi, per lavorare, per costruire un presente e un futuro insieme, senza praticamente tempo per altre cose, durante 11 anni, che terminarono quando ebbi l’opportunità di fare un altro salto: andare a lavorare presso le istituzioni comunitarie a Bruxelles. E adesso, più stabile professionalmente e personalmente, ho di nuovo il tempo anche di guardare un po’ indietro, e di ritrovare e provare a valorizzare le vecchie radici, comprese quelle laziali: conoscere questo sito “Gente Laziale nel Mondo” e chi così bene lo gestisce è una bella occasione, e con mia moglie progettiamo di fare un viaggio a Monte Romano (lei non lo conosce ancora), chissà se ricercando qualche parente o vecchio amico, o “in incognito” per avere uno sguardo più sereno… chissà.

E se ho cominciato queste parole in libertà con Lucio Dalla, provo a finirle con Francesco Guccini… per ora… perché “ho tante cose ancora da raccontare, per chi le vuole ascoltare…”.


La Sinistra Europea a Bruxelles contro la precarietà

28 Ottobre 2008

Oltre un migliaio di persone da vari paesi d’Europa hanno partecipato, sabato 25 ottobre 2008 a Bruxelles, al meeting internazionale “4 ore contro la precarietà”, organizzato dal Partito della Sinistra Europea e dai suoi membri locali, nell’ambito della campagna “Reclaim Your Life – Fight Precariety!”.

Dopo un concentramento in piazza Saint-Josse e un corteo intorno alla Torre Madou – edificio simbolico della Commissione Europea -, un gran numero di rappresentanti di partiti, sindacati e associazioni, e di lavoratori precari, studenti, sans-papiers e tanta altra gente si sono riuniti presso la sala “Claridge” per parlare e dibattere della precarietà in Belgio e in Europa, delle ripercussioni dell’ennesima crisi del capitalismo, e delle risposte della sinistra comunista e alternativa e dei movimenti per un altro mondo e un altro sistema economico possibile, giusto e necessario. Erano presenti, tra gli altri, la vicepresidente della Sinistra Europea, Graziella Mascia (Rifondazione Comunista), il deputato europeo Miguel Portas (Bloco de Esquerda), Christine Mendelsohn del Parti Communiste Français, Halina Wawzyniak della Die Linke, Pierre Eyben del Parti Communiste Wallonie-Bruxelles, etc.

Specialmente nutrita e variegata la partecipazione delle compagne e dei compagni di Rifondazione Comunista: oltre a Graziella Mascia, dall’Italia sono intervenuti Carlo Cartocci (responsabile Dipartimento Italiani nel Mondo) e Stefano Gallieni (reponsabile Dipartimento Immigrazione), mentre dall’Europa erano presenti delegazioni dalla Germania (Colonia), dalla Francia (Parigi), dalla Gran Bretagna (Londra) e naturalmente dal Belgio (Bruxelles e Mons-Charleroi), con le loro bandiere e striscioni e uno stand insieme con le altre organizzazioni locali e internazionali che hanno cooperato nell’iniziativa.

Una gran bella giornata di presenza e di lotta quindi, per mettere sempre più al centro dell’attenzione e dell’urgente azione politica il problema della precarietà e delle condizioni di vita e di lavoro di sempre più persone.

Altre foto della giornata


4 ORE CONTRO LA PRECARIETÀ – Bruxelles, sabato 25 ottobre 2008

21 Ottobre 2008
poster manifestazione

4 ORE CONTRO LA PRECARIETÀBruxelles, sabato 25 ottobre 2008, dalle 15 alle 19, presso la sala “Claridge” (Chaussée de Louvain 24, Place Madou)

Il Partito della Sinistra Europea (PGE) si accinge a svolgere la prossima grande fase della Campagna Europea contro la Precarietà. La Campagna è stata lanciata nel luglio 2008 con l’obiettivo di informare e mobilitare le persone in Europa riguardo e contro le condizioni di vita e di lavoro precarie presenti dentro e fuori l’Unione Europea. Già l’università estiva del PGE a Parigi, la Fête de l’Humanité e la partecipazione degli attivisti del Partito al Foro Sociale Europeo 2008 a Malmö, hanno fatto parte della Campagna.

Il 25 ottobre, il PGE organizza le “4 ore contro la precarietà”, un evento pubblico a Bruxelles, dove si riuniranno attivisti e sindacalisti da ogni parte d’Europa.

Dopo un corteo che comincerà alle 14, gli attivisti del PGE così come di associazioni, movimenti sociali, studenti e personalità significative in Belgio e all’estero, dibatteranno sul tema della precarietà in Europa e sulle posizioni della Sinistra Europea a favore di una vita migliore, lavoro stabile e salari degni.

Un programma culturale sarà compreso nell’evento.

Programma:

14:00 : raggruppamento per l’inizio del corteo alla Place Saint-Josse.
15:00 : benvenuto e introduzione alla Campagna contro la Precarietà, con testimonianze di associazioni, movimenti e sindacalisti belgi e di altri paesi sul tema della precarietà in Belgio e in Europa.
16:30 : musica.
17:15 : discorsi dei rappresentanti dei partiti della Sinistra Europea, associazioni, studenti e personalità significative sulla dimensione europea della precarietà.
18:30 : conclusioni.

Organizzato dal Partito della Sinistra Europea (http://www.european-left.org), con l’appoggio delle organizzazioni locali: Parti Communiste Wallonie-Bruxelles (http://www.particommuniste.be), Kommunistische Partij (http://kp-online.be), Une Autre Gauche (http://www.uneautregauche.be), Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea (http://www.rifondazione.be), Partito dei Comunisti Italiani, Izquierda Unida, Bloco de Esquerda, Synaspismos.

Altre informazioni su http://www.european-left.org/english/news/4_hours_against_precarity


Piero Carta

1 Aprile 2008

pierocarta11.jpg

Piero Angelo Carta, candidato alle elezioni politiche del 2008 in Europa

Nato a Seui (Nuoro) il 22 marzo 1956, in Belgio dal 1962, oggi a Boussu (Wallonie, sud francofono del paese). Di professione, impiegato/operatore culturale, attualmente disoccupato.

Iscritto al PCI dal 1978 al 1986 (già membro del Direttivo della Federazione del Belgio e della Segreteria di Mons-Borinage), in Rifondazione Comunista dal 1991 (membro del Direttivo del Circolo PRC/SE “Enrico Berlinguer” di Bruxelles e responsabile per il sud del Belgio).

Militante attivo anche del Parti Communiste (Wallonie-Bruxelles) del Belgio francofono, membro della Sinistra Europea.
Già membro della Lega dei Sardi in Belgio, del Circolo Sardo “Su Nuraghe” di Mons e del Direttivo della FILEF Belgio.

image001.jpg

Lettera all’Ambasciatore d’Italia a Bruxelles

12 Novembre 2007

All’Ambasciatore d’Italia a Bruxelles
28, rue Emile Claus
1050 Bruxelles
e-mail: ambbruxelles@esteri.it

Bruxelles, 7 novembre 2007

Egregio Signor Ambasciatore Dott. Siggia,

Le chiediamo di trasmettere al Governo italiano, alle Presidenze del Senato e della Camera e ai Parlamentari eletti nella nostra Circoscrizione elettorale il seguente comunicato, nel quale esprimiamo la nostra ferma contrarietà al denominato “pacchetto sicurezza” adottato in questi giorni in Italia e alla campagna mediatica che lo ha accompagnato.

Il Circolo del Partito della Rifondazione Comunista / Sinistra Europea “Enrico Berlinguer” di Bruxelles condanna la condotta autoritaria e demagogica del Governo italiano sul tragico caso dell’assassinio di Giovanna Reggiani.

Come Italiani residenti all’estero, che sperimentano quotidianamente in prima persona l’importanza di vivere senza discriminazioni in una società multiculturale, multietnica e aperta, rifiutiamo le equazioni “Romeno – Rom – delinquente” proposte, anzi imposte, dal Governo e da gran parte dei media italiani. È logico e doveroso che il colpevole di un delitto per il quale non esiste giustificazione alcuna debba essere punito secondo la legge, per le sue responsabilità personali e individuali. Ma il decreto che prevede l’espulsione d’urgenza dei cittadini comunitari giudicati “pericolosi per l’ordine pubblico” non solo viola le garanzie costituzionali e suscita le perplessità dell’Unione Europea, ma è anche inutile ai fini della tutela della sicurezza dei cittadini, e specialmente pericoloso per la convivenza civile tra tutti i diversi membri della società italiana, dato che offre una visione semplicistica e repressiva della situazione, fomenta l’odio e la xenofobia, e sciaguratamente evoca un passato non troppo lontano di leggi razziali, discriminazioni etniche e punizioni collettive indiscriminate.

Chiediamo che l’attenzione del Governo e delle Amministrazioni locali si sposti da una prospettiva punitiva e poliziesca ad una di accoglienza ed integrazione sociale, e che invece di abbattere delle baracche che saranno ricostruite da un’altra parte, si preoccupino di fornire servizi a chi non li ha. Riducendo l’emarginazione, la miseria e il degrado delle città e delle periferie, che colpiscono sia Italiani che non Italiani, le tensioni sociali e la criminalità verranno contenute molto di più che da un decreto improntato all’emotività e all’inciviltà giuridica.

Cordiali saluti,

Mario Gabrielli Cossellu
Segretario Circolo PRC/SE “Enrico Berlinguer” Bruxelles
tel.: 0498571213
e-mail: eberlinguerprc@hotmail.com
web: http://users.coditel.net/eberlinguerprc